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	<title>Libri</title>
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	<description>Libreria Autoprodotta</description>
	<pubDate>Mon, 31 May 2010 22:57:26 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>IL VANGELO SECONDO PAPA RATZINGER</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 21:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Francia ha proposto che l’ONU discuta e censuri e, lì dove possibile, sanzioni i Governi che discriminano l’omosessualità. L’ONU si appresta a discute ma, il Papa, attraverso il suo rappresentante in tale sede, si è detta contraria a condannare gli Stati che discriminano l’omosessualità. Perché, a suo dire, una tale decisione discriminerebbe le Nazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Francia ha proposto che l’ONU discuta e censuri e, lì dove possibile, sanzioni i Governi che discriminano l’omosessualità. L’ONU si appresta a discute ma, il Papa, attraverso il suo rappresentante in tale sede, si è detta contraria a condannare gli Stati che discriminano l’omosessualità. Perché, a suo dire, una tale decisione discriminerebbe le Nazioni che praticano la discriminazione contro l’omosessualità. Scusate il bisticcio di parole, ma il succo è questo.<br />
Sono novanta gli Stati Nazione nel mondo che condannano l’omosessualità, in alcuni finiscono in galera, in altri vengono frustati in pubblico, altri ancora vengono lapidati o impiccati. La chiesa cattolica invece, finchè ha avuto il potere di farlo, ha preferito bruciarli vivi.<br />
Cosa c’entra Gesù di Nazareth con tutto questo loro losco agire?<br />
Siamo sicuri che noi cattolici siamo più buoni dei musulmani?<br />
Tutti siamo a conoscenza che, il Governo Berlusconi ha tagliato i viveri a tutte le scuole pubbliche e private. Per settimane i giovani studenti insieme ai professori hanno manifestato in tutta Italia per evitare il drastico taglio economico alla scuola, malgrado ciò, non hanno spuntato un euro in più. Lo Stato Teocratico del Vaticano invece, attraverso i suoi esponenti, ha protestato contro il Governo Italiano, perché a suo dire gli mancano circa 130 milioni di euro per le sue scuole cattoliche.  E ha minacciato che, se il Governo non farà presto a tirarli fuori, mobiliterà monaci, suore, sacrestani e chierichetti contro il Governo. Il Governo ha preso paura, (paura di perdere voti ovviamente) ed ha trovato in meno di un’ora il malloppo rivendicato. Alla faccia della nostra Carta Costituzionale, che “garantisce si le scuole private, ma senza oneri per lo Stato”.<br />
Quanto ci manca ancora per far diventare l’Italia il giardino del Vaticano?<br />
Alla Chiesa gli interessata l’evangelizzazione, oppure insegue il vitello d’oro di mosaica memoria?<br />
Una cosa è certa. Più di duemila anni fa, uno che se ne intendeva di religioni, scrisse una cosa che forse ancora oggi è valida: “La religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dai saggi e utile dai governanti”.  Seneca il Giovane.<br />
CHI VUOL RISPONDERE A QUESTE QUATTRO DOMANDE?</p>
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		<title>NUOVO TESTAMENTO (racconto in rima)</title>
		<link>http://www.italia-aziende.net/libri/?p=21</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Storia in rime]]></category>

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		<description><![CDATA[l’invenzione del Figlio Dio
Yehoshua, il Cristo, l’Unto, il Messia, il Salvatore, l’Emmanuele.
Tra tanti profeti, Yehoshua lo ritennero banale,
una decisione su Gesù che nei secoli portò male.
Era del loro popolo, era come loro un ebreo,
accusava di tradimento il Sinedrio, perciò reo.
Parlava di un dio buono che voleva bene a tutti,
e invitava tutti quanti a produrre buoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>l’invenzione del Figlio Dio</strong><br />
<em>Yehoshua, il Cristo, l’Unto, il Messia, il Salvatore, l’Emmanuele.</em></p>
<p>Tra tanti profeti, Yehoshua lo ritennero banale,<br />
una decisione su Gesù che nei secoli portò male.<br />
Era del loro popolo, era come loro un ebreo,<br />
accusava di tradimento il Sinedrio, perciò reo.</p>
<p>Parlava di un dio buono che voleva bene a tutti,<br />
e invitava tutti quanti a produrre buoni frutti;<br />
disse pure  “le prostitute vi precederanno”,<br />
arrecando alla loro cultura un grave danno;<br />
e che “gli ultimi per lui sempre i primi saranno”,<br />
sì, aggiunse anche questo, e fu altro danno.</p>
<p>Poi anche su di lui fin troppi scrissero e assai;<br />
ciò che di certo disse e fece non lo sapremo mai.<br />
Più di quattromila son le storie raccontate,<br />
a leggerle tutte si fa il pieno di cazzate.<br />
Tanti princìpi buoni con i cattivi cozzavano,<br />
alcuni parlavano d’amore, altri odio spruzzavano,<br />
Ognuno ce lo raccontava e se lo rigirava<br />
secondo le sue speranze, o quanto lui sognava.<br />
<em> Tratto da “La Commedia delle Sante Menzogne, di Gaetano Paglialonga.</em></p>
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		<title>Nuovo Testamento</title>
		<link>http://www.italia-aziende.net/libri/?p=20</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[ L’invenzione del “Figlio di Dio”.
 INTRODUZIONE: Immergendosi nella lettura del Nuovo Testamento si ha subito una strana sensazione, come quando, sdraiati su un prato, si osservano le nuvole primaverili che passano leggere e senza traumi atmosferici sulla nostra testa. Secondo le predisposizioni di ognuno, tra le nuvole si possono osservare strane e multiple immagini: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> L’invenzione del “Figlio di Dio”.</strong><br />
<strong> INTRODUZIONE</strong>: Immergendosi nella lettura del Nuovo Testamento si ha subito una strana sensazione, come quando, sdraiati su un prato, si osservano le nuvole primaverili che passano leggere e senza traumi atmosferici sulla nostra testa. Secondo le predisposizioni di ognuno, tra le nuvole si possono osservare strane e multiple immagini: un angelo o magari un bombardiere nella stessa figura, un volto di una donna bellissima che si trasforma subito in un mostro. Insomma tutto e il contrario di tutto si può osservare se ci lasciamo andare alla fantasia; più forte è la fantasia in ognuno di noi, più immagini si possono osservare e gustare. Se invece le nuvole le osserva qualcuno che non vuol concedere nulla alla fantasia, allora riesce solo a pensare agli elementi atmosferici, non vede e non gusta le cose che hanno visto altri; e peggio per lui! Quindi, peggio per me che sono un materialista e non mi sono lasciato andare a fantasie, non riuscendo così a gustare tutto ciò che gli altri hanno gustato e visto in questo libro.<br />
Ma io ho visto e constatato cose che ad altri sono sfuggite: ho visto, per esempio, che i vangeli sono come il mare dove c’è un’infinità di pesci e ognuno, volendo, può pescare ciò che preferisce, se si è dei buoni pescatori e si è in grado di attrezzarsi con l’esca e l’amo giusti.<br />
Ritengo doveroso chiarire subito che farò un’operazione di questo tipo, e tenterò, a modo mio, di dimostrare l’inconsistenza del divino in Gesù (molti lo hanno fatto prima di me, ognuno a modo suo), e lo spessore invece notevole dell’uomo riformatore della sua stessa religione, senza la pretesa di farla passare per verità assoluta.<br />
Sono certo che, se un altro discreto pescatore vuole dimostrare l’esatto contrario di quanto sostengo io, non siano necessari grandi sforzi per confutare la mia interpretazione e costruirne un’altra; però sarà opportuno che ignori i miei appunti e si faccia eventualmente aiutare da Il genio del cristianesimo di Chateaubriand: è convincente per chi ne ha bisogno, è utile per chi vuole costruire una contro-tesi a questa mia analisi. E…buon lavoro!<br />
Chi crede invece alle “verità rivelate” non apprezzerà questo gioco, anche perché gradirà sempre la sua versione costruita sui dogmi, e non è male se la terrà per sè e non cercherà mai di imporla ad altri, come è accaduto nel passato e accade tuttora. Voltaire diceva: “Io non sono d’accordo con le vostre idee, ma mi batterò fino alla morte affinché voi possiate dirle”; appunto:“dirle” e non imporle.<br />
Un certo YEHOSHUA ben Yoseph, da noi conosciuto come GESÚ di Nazareth, successivamente definito Cristo o Messia, quasi sicuramente deve essere esistito. A mio avviso aveva solo l’ambizione di fare, anche lui, il profeta, com’era molto diffuso nel mondo ebraico in quel tempo; ma intorno a lui si è creato un mito appena morto ucciso, e più tardi è stato divinizzato per interessi inconfessabili da parte degli interessati, i suoi stessi apostoli; ma noi li smaschereremo, loro malgrado.<br />
Tutti gli storici  sono concordi nel sostenere che i nomi usati per indicare gli autori di questi testi, i quattro vangeli, non corrispondono a persone fisiche, bensì a scuole di pensiero dottrinale. Quindi fanno riferimento a particolari tradizioni religiose già presenti. In altri termini, sono stati i racconti verbali, sulla base del sentito dire a formare i vangeli e non viceversa. Infatti è dimostrato che nessuno dei veri redattori dei vangeli è stato testimone diretto degli eventi narrati. Posso aggiungere, che alcuni studiosi di cristologia, sono arrivati a sostenere che il Nuovo Testamento non è nient’altro che una critica dell’Antico Testamento, tesa a rendere evidente, se non a convincere gli ebrei, che Gesù porta a compimento il grande disegno di salvezza dispiegato da Dio in tutta la Bibbia. Infatti, gli scritti del Nuovo Testamento, fanno spesso riferimento alle scritture dell’Antico Testamento, ossia alla Bibbia degli ebrei, allo scopo di rendere evidente che la buona novella era già presente, pur se in forma nascosta, proprio in quei testi antichi, soprattutto nei profeti. Così legano “l’Israele restaurato” del profeta Ezechele, alla “Gerusalemme Celeste” dell’evangelista Matteo, et vualà, Gesù è il Messia.<br />
<em> Ora entriamo nel merito dei racconti………………Continua……….</em><br />
<em> Tratto da “La Commedia delle Sante Menzogne, di Gaetano Paglialonga.</em></p>
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		<title>Israele rasa al suolo (racconto in rima)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Storia in rime]]></category>

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		<description><![CDATA[ Si ribellarono sotto l’imperatore Vespasiano,
e fu con Tito che sentirono tutto il peso romano.
L’ultimo tentativo di resistenza ardita
fu commessa a Masada, dove finì suicida.
A Israele Adriano altro nome aveva proposto,
e l’esodo forzato a tutti gli ebrei aveva imposto.
Or tornarono in Nazioni da “forestieri residenti”,
emigrando in tutto il mondo, in tutti i continenti.
Ma ingiustamente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Si ribellarono sotto l’imperatore Vespasiano,<br />
e fu con Tito che sentirono tutto il peso romano.<br />
L’ultimo tentativo di resistenza ardita<br />
fu commessa a Masada, dove finì suicida.<br />
A Israele Adriano altro nome aveva proposto,<br />
e l’esodo forzato a tutti gli ebrei aveva imposto.</p>
<p>Or tornarono in Nazioni da “forestieri residenti”,<br />
emigrando in tutto il mondo, in tutti i continenti.<br />
Ma ingiustamente di deicidio furono accusati,<br />
per molti secoli discriminati e vivi bruciati.</p>
<p>Con quel loro Talmud, quel libro inventato,<br />
una miriade di profeti ci hanno sù sguazzato;<br />
con truci minacce e infinite intimidazioni<br />
ci dicevano di Yahwèh e delle sue intenzioni.</p>
<p>Invece…, sono stati un popolo quasi sempre sottomesso,<br />
sono stati costretti per millenni al compromesso.<br />
Quel territorio agli ebrei da Yahwèh fu concesso,<br />
e i profeti scrissero a lungo del loro dio indefesso,<br />
che con le mani e i piedi sempre pronto li aiutava,<br />
e gli altri popoli sconfiggeva, disprezzava, denigrava.</p>
<p>Uno strano dio di parte, un matto, un dio razzista,<br />
che li spronava a massacrare lo straniero a vista.<br />
Questo Yahwèh “dio degli eserciti” l’han battezzato<br />
e tutti i profeti questo aspetto han sottolineato.</p>
<p>Poi Gesù ci parlò di un Yahwèh che a questo non somiglia,<br />
forse perché, con Maria e Gesù, aveva messo su famiglia?<br />
<em>Continua……………………………………………</em></p>
<p><em>Tratto da “La Commedia delle Sante Menzogne” di Gaetano Paglialonga.</em></p>
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		<title>Israele rasa al suolo</title>
		<link>http://www.italia-aziende.net/libri/?p=18</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[ La ribellione degli Zeloti iniziò con il primo tentativo nel 70 d.C, sotto l’imperatore TITO; ma i Romani risultarono più determinati degli Assiri Seleceudi e li bloccarono per un certo periodo.
Va ricordato, ad onore degli Ebrei, che nel 71 d.C. a Masada, una roccaforte ebrea, costruita da Erode il grande, gli ultimi irriducibili resistettero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> La ribellione degli Zeloti</strong> iniziò con il primo tentativo nel <strong>70 d.C, sotto l’imperatore TITO</strong>; ma i Romani risultarono più determinati degli Assiri Seleceudi e li bloccarono per un certo periodo.<br />
Va ricordato, ad onore degli Ebrei, che nel 71 d.C. a Masada, una roccaforte ebrea, costruita da Erode il grande, gli ultimi irriducibili resistettero e nel momento in cui stavano per cedere, piuttosto che arrendersi ai romani, preferirono suicidarsi tutti, compresi donne e bambini. Uscirono vivi solo due donne ed alcuni bambini, al solo scopo di poter raccontare ai posteri come e perché si erano tutti suicidati. Ancora oggi in Israele, quando i militari entrano a far parte dell’esercito (Tshal), giurano con questa formula: “Mai più un’altra Masada”.<br />
Ci riprovarono più tardi sotto l’imperatore TRAIANO, anche questa volta sconfitti, ma non vinti per sempre. Fu sotto l’imperatore ADRIANO, nella prima metà del II° secolo d.C. (nell’anno 887 dalla fondazione di Roma) che furono sconfitti definitivamente; iniziò la grande fuga, l’ultima diaspora che durò per 18 secoli. La Giudea ormai non esisteva più territorialmente, anche perchè l’imperatore Adriano impose il nome di Palestina a quella terra, e di Aelia Capitolina a <strong>Gerusalemme,</strong> (vedi “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar)</p>
<p>“L’anno della sconfitta definitiva è stata fissata nel 138 d.C. ad opera come su detto dell’imperatore romano Adriano. Chi ispirò la rivolta fu Akiba ben Yosef, rabbino noto per dottrina e saggezza, al punto di essere chiamato “capo di tutti i saggi”. A guidare militarmente la rivolta degli ebrei contro i romani, fu un certo Bar Kochba, letteralmente significa, figlio della stella e, attraverso la profezia contenuta nei Numeri 24,17: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele”.<br />
Infatti, da quella data succedono due cose importanti che caratterizzeranno per sempre sia l’ebraismo che il paleo-cristianesimo. Per gli ebrei finisce l’era dei grandi sacerdoti, del Sinedrio, con essi le sciagurate componenti millenariste apocalittiche del giudaismo, che hanno portato al disastro per ben due volte il popolo in 70 anni e nasce il rabbinismo, il quale, liquida questa esperienza e si organizza in “sistema sapienziale”.<br />
Anche per il cristianesimo questa data, questo evento, è una svolta, sancisce la sua definitiva uscita dalla prospettiva giudaica. Le comunità cristiane compiono questo ripudio, però non tutte. Le frange che restano legate al giudaismo faranno da incubatrice alla nascita della terza grande religione monoteista, cioè l’Islam. Infatti, il profeta Maometto è  stato educato dai giudeo-cristiani”.  In corsivo, estrapolazione dal libro “Inchiesta sul cristianesimo”, di Corrado Augias &amp; Remo Cacitti, Ed. Mondadori.</p>
<p><strong>Oggi gli Ebrei non sono più divisi in tribù</strong>, anche perchè si sono perse le tracce, quanto meno quelle delle dieci tribù del nord, e riconoscono solo la Giudea e i Beniaminiti. Gli Ebrei sono ancora divisi, ma queste loro divisioni si basano sulla provenienza e hanno un connotato classista; infatti si definiscono: Sefarditi, i provenienti dai paesi nord Africani; Asckenaziti i provenienti dai paesi centro europei; Falascià i provenienti dall’Etiopia. Falascià e Sefarditi appartengono, tranne qualche eccezione, alle classi subalterne, mentre gli Asckenaziti, salvo eccezioni, detengono in modo significativo potere economico e politico nell’attuale Israele, pur essendo una minoranza.<br />
<em> Continua………………………………..</em></p>
<p><em>Tratto da “La Commedia delle Sante Menzogne” di Gaetano Paglialonga.</em></p>
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		<title>Giobbe e il dominio persiano (racconto in rima)</title>
		<link>http://www.italia-aziende.net/libri/?p=17</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Storia in rime]]></category>

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		<description><![CDATA[
Giobbe e il dominio persiano
		Ciro, il gran persiano, da Babilonia li ha liberati;
		son tornati sulla stessa terra ancora più arrabbiati.
		Chi la sicura discendenza di ebreo non potea vantare,
		quella terra, subito e senza scampo, doveva lasciare.
	Moglie e figli di casa dovevan esser scacciati,
	e in mezzo alla strada senza pietà abbandonati.
	Questo il loro re Esdra impose di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Giobbe e il dominio persiano<br />
		Ciro, il gran persiano, da Babilonia li ha liberati;<br />
		son tornati sulla stessa terra ancora più arrabbiati.<br />
		Chi la sicura discendenza di ebreo non potea vantare,<br />
		quella terra, subito e senza scampo, doveva lasciare.<br />
	Moglie e figli di casa dovevan esser scacciati,<br />
	e in mezzo alla strada senza pietà abbandonati.<br />
	Questo il loro re Esdra impose di fare,<br />
	e quelli tosto fecero, senza recriminare.<br />
		Per lungo tempo furono i persiani a dominarli,<br />
		ma ecco la storia di Giobbe pronta a guidarli.<br />
	Ahura Mazda per Zoroastro era il gran bene<br />
	e Arimane era le tenebre e distribuiva pene;<br />
	e mentre Yahwèh l’avevano già inventato,<br />
	Arimane, il male, Satana lo han chiamato.<br />
Però, in quei tempi, i due spesso si incontravano,<br />
		e scommettevano sulla pelle del genere umano;<br />
		giocarono con Giobbe, un uomo assai mite,<br />
		e tutte le disgrazie umane le ha lui subite.<br />
	Questi, Yahwèh e Satana, come soci in affari,<br />
	di tanto in tanto si incontravano da pari.<br />
	Così iniziò la sfida, la grande scommessa,<br />
	e la pazienza di Giobbe a ciò fu sottomessa.</p>
<p>		Pur se Giobbe si lamentò in modo straziante,<br />
		la fede nel suo dio Yahwèh gli rimase costante.<br />
		“perché non sono morto nel grembo di mia madre?<br />
		perché non spirai appena uscito dal suo ventre?”<br />
Giobbe questo chiedeva al suo signore,<br />
cercava spiegazioni per l’immenso dolore.<br />
Bellissimo e grande, questo libro in poesia;<br />
però la morale farà schifo a chicchessia.</p>
<p>	Poi arrivarono i guerriglieri, i fratelli Maccabeo;<br />
	s’imposero Giovanni Arcano e Alessandro Ianneo.<br />
	Venne anche l’ora di Alessandro e dei Tolomeo,<br />
	infine arrivò il gran romano Gneo Pompeo.</p>
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		<title>Giobbe e il dominio persiano</title>
		<link>http://www.italia-aziende.net/libri/?p=16</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 12:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Con il libro di GIOBBE appare per la prima volta nel vecchio testamento la figura sinistra di Satana; così inizia anche nella religione più monoteista il dualismo divino. Abbiamo finalmente un grande erudito che scrive in eccellente prosa; infatti: “E il Signore disse a satana: Onde vieni?  E satana rispose al signore: Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Con il libro di GIOBBE</strong> appare per la prima volta nel vecchio testamento la figura sinistra di Satana; così inizia anche nella religione più monoteista il dualismo divino. Abbiamo finalmente un grande erudito che scrive in eccellente prosa; infatti: “E il Signore disse a satana: Onde vieni?  E satana rispose al signore: Da aggirar la terra, e da passeggiar per essa”. E il Signore disse a satana: “hai tu posta mente al mio servitore Giobbe? E satana: “Giobbe teme egli Iddio indarno?” (capo I, 7-8). Qui comincia la scommessa tra Satana e il Signore a spese del povero Giobbe, che, oltre ai guai che gli propinano, era costretto anche a subirsi i “consolatori molesti”.  Giobbe sopportò tutto e rimase fedele al suo Dio, e infine, ripagato della sua fedeltà “morì sazio di giorni”. Bellissima prosa (fa parte dei libri Sapienziali), pessima invece è la morale.<br />
Prima di questo libro di Giobbe si è sentito nominare solo “lo spirito del male” che infesta Saul: “Allora lo spirito del Signore si ritirò da Saul, anzi spesso uno spirito cattivo, mandato dal Signore, si impossessava improvvisamente di lui”; “ecce, spiritus Dei malus agitat te”( Sam. I, 16,14). E ancora nel III libro dei Re (22,19-23) il Signore manda lo spirito del male per colpire sia il <strong>Re d’Israele Achab, sia il Re di Giuda Iosaphat</strong>. E fin qui questo spirito cattivo non ha un nome, sembra al servizio di Yahwèh e frequenta la corte divina.<br />
Ma è con il Nuovo Testamento che questo spirito del male, poi definito Satana, non solo non risiede più nell’alto dei cieli, né collabora più col Signore, ma diventa decisamente l’antagonista.<br />
Così, grazie al Zoroastrismo, nasce questa figura nuova che per millenni uomini e donne hanno implorato o stramaledetto; ma ha anche scomodato menti illustri a favore o contro. Giosuè Carducci, con la sua “Lode a satana”, riesce a farlo passare per simpatico, anche se il motivo di fondo era una critica feroce alla chiesa cattolica e alla sua teologia: “….. E già  tremano/ mitra e corone/ dal chiostro brontola/ la ribellione;/ E pugna e predica/ sotto la stola/ di frà Girolamo/ Savonarola/; Gittò la tonaca/ Martin Lutero:/ Gitta i tuoi vincoli,/ uman pensiero,/ E splendi e folgora/ di fiamme cinto;/ materia innalzati; Satana ha vinto./…. Come di turbine/ l’alito spande:/ei passa,o popoli,/Satana il grande./ Passa benefico/ di loco in loco/ su l’infrenabile/ carro del foco,/ Salute o satana,/ o ribellione, / o forza vindice/ de la ragione!/ Sacri a te salgono/ gl’incenzi e i voti/  hai vinto il Geova/ dei sacerdoti/”. Bel pugno nello stomaco per il clero!<br />
Un altro esempio, che chiarisce l’influenza delle culture babilonesi e persiane sugli Ebrei, è la comparsa di nomi nuovi: ecco un personaggio, figlio di Saltiel, della discendenza di Davide e antenato di Giuseppe e quindi di Gesù di Nazareth, che si chiama, guarda caso, Zorobabele: scomponendolo si ottiene Zoro, per Zoroastro, e babele per Babilonia. Questo Zorobabele è governatore, però sotto il dominio dei persiani i quali li avevano appena liberati dai Caldei. I profeti Aggeo e Zaccaria ne parlano a lungo e raccontano pure cosa aveva detto il Signore nei suoi confronti: “Parla a Zorobabele, governatore di Giuda e digli: Io scuoterò il cielo e la terra…abbatterò i troni dei regni…In quel tempo,- afferma il Signore degli eserciti,- io ti prenderò, o Zorobabele, figlio di Salatiel, mio servo …e ti terrò come un anello del sigillo”(Aggeo,2,20-23); per sigillo si intendeva che dio attestava il diritto di possesso e certificava la sua volontà: quindi Zorobabele è il sigillo di Dio.<br />
Continua……………………………………………..<br />
<em> Tratto da “La Commedia delle Sante Menzogne”, di Gaetano Paglialonga.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Storia di Giosuè</title>
		<link>http://www.italia-aziende.net/libri/?p=15</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 11:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro di GIOSUÉ (figlio di Nun, ministro di Mosè), si dice scritto dallo stesso Giosuè a Canaan intorno al 1450 a.C., dopo aver compiuto le sue gesta di conquistatore sotto la guida del suo dio, che nel frattempo era diventato il “Dio degli eserciti”.
Morto Mosè, Dio si fa vivo con Giosuè e gli impone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di GIOSUÉ (figlio di Nun, ministro di Mosè), si dice scritto dallo stesso Giosuè a Canaan intorno al 1450 a.C., dopo aver compiuto le sue gesta di conquistatore sotto la guida del suo dio, che nel frattempo era diventato il “Dio degli eserciti”.<br />
Morto Mosè, Dio si fa vivo con Giosuè e gli impone di partire con tutto il suo popolo e attraversare il Giordano e conquistare la terra promessa. I prodigi di Dio a vantaggio degli Ebrei cominciano subito nell’attraversare il fiume Giordano: “e avvenne che nell’istante in cui le piante dei piedi dei sacerdoti che portavano l’arca di Yahwèh, il Signore dell’intera terra, si posarono nelle acque del Giordano, le acque del Giordano furono recise, le acque che scendono da sopra, e restarono ferme come una diga”(3/13). Così i sacerdoti restarono nel Giordano asciutto finchè passò tutto il popolo di Israele (un niente, se paragonato all’operazione che compì Mosè nel far attraversare il Mar Rosso).<br />
E fu l’inizio della conquista delle città e dei popoli che fino a quel momento le occupavano. I Cananei, gli Ittiti, i Fenici, i Filistei, gli Evvei, i Ferezei, gli Amorrei, i Gebusei, ecc., sono i popoli che dovranno essere sterminati per ordine di Yahwèh. Ma ogni qual volta viene conquistata una città, per ordine sempre di Dio, “tutto deve essere passato con la spada e bruciato con il fuoco, e nulla deve respirare”.<br />
Meno male che a quei tempi Dio non sapeva ancora che anche le piante e gli alberi respiravano, altrimenti avrebbero bruciato pure quelle. Comunque, con questo ordine era inteso che nessun essere vivente grande o piccolo doveva sopravvivere; quindi anche gli animali domestici, come capre cammelli asini: tutti uccisi e bruciati, insieme ad uomini donne e bambini.<br />
Va bene, sappiamo che “chi ha tutti i mezzi, vuole stabilire tutti i fini”(Hayek), però lo stesso Virgilio non può fare a meno di lamentarsi :“Anche nel ciel tanto può dunque l’ira?”.</p>
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<p>Il territorio d’Israele diviso tra le dodici tribù</p>
<p>Poi il nostro Giosuè cominciò a girare intorno alle mura di Gerico per conquistarla, ma era molto difficile abbattere le mura; ci pensò subito Yahwèh che con uno squillo di tromba le fece cadere del tutto, e Gerico fu conquistata. Solo che i nostri archeologi da centinaia d’anni vanno alla ricerca delle mura di Gerico, o almeno delle sue fondamenta, ma non hanno trovato la benché minima traccia, ed hanno concluso che Gerico non è mai stata circondata da mura. Giosuè!, che bugiardo!<br />
	E’ vero che se uno ha la possibilità di scrivere la sua storia può dire tutto quello che gli pare, poi peggio per chi la prende sul serio. Però in un caso almeno ha esagerato, ed è questo: “Dio manda una grandinata di pietre sugli uomini in armi dei re Amorrei; furono più quelli che morirono per le pietre che quelli passati per le armi” di Giosuè. Ma rischiava di fare notte prima di poterli uccidere tutti, così gli venne in mente di allungare la giornata, e rivoltosi al sole e alla luna così ordinò: “Sole, resta immoto su Gabaon. E luna, sul bassopiano di Aialon”. “Pertanto il sole rimase immoto, e la luna in effetti si fermò, finchè la Nazione potè far vendetta dei suoi nemici” (10,1-13).<br />
Capito? La Nazione potè far vendetta dei suoi nemici! Come se non fossero loro a rompere le scatole agli Amorrei!<br />
E poi, il sole e la luna che si fermano apposta per lui…, bè, mi sembra francamente troppo. Perché Yahwèh non lo ha avvisato che è la terra che gira intorno al sole? Gli avrebbe risparmiato di dire una sciocchezza simile. Lo aiuta a massacrare un casino di gente e non lo informa di come aveva predisposto le cose nel nostro sistema solare? Mah! misteri divini! Così siamo stati costretti ad aspettare altri tremila anni perchè Galileo Galilei ci potesse spiegare come stanno realmente le cose. Anche se poi, grazie a quanto scritto da Giosuè, Galileo si beccherà una condanna dalla santa Inquisizione, e sarà costretto a sottoscrivere un’abiura per evitare di essere arrostito vivo (lo vedremo nella parte terza).<br />
	Comunque, quella battaglia si concluse così: “E avvenne che appena Giosuè e i figli di Israele ebbero finito di abbatterli con una grandissima strage, finchè quelli giunsero alla loro fine…Tutto il popolo tornava quindi al campo di Giosuè a Maccheda in pace…poi si fece condurre in sua presenza cinque re che aveva sconfitto, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis il re di Eglon, e li uccise e li appese ad un palo” (10,20-25).<br />
	“Rubarono, massacrarono, fecero il deserto e lo chiamarono pace”(Tacito).<br />
Continua………………………………………………………………..<br />
Tratto da “La Commedia delle Sante Menzogne” di Gaetano Paglialonga</p>
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		<title>Mosè (racconto in rima)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Storia in rime]]></category>

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		<description><![CDATA[Poi un certo Mosè li ha tutti liberati,
	e in mezzo ad un deserto se li è portati;
	lì per quaranta anni se li è tanto curati
	e nella sua legislazione li ha radicati.
		Ma la cosa buffa è quando spacca il mare,
		perché i suoi dall’altra parte deve portare.
		E non ci volle molto; ma uno può pensare:
		“non sarebbe stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poi un certo Mosè li ha tutti liberati,<br />
	e in mezzo ad un deserto se li è portati;<br />
	lì per quaranta anni se li è tanto curati<br />
	e nella sua legislazione li ha radicati.<br />
		Ma la cosa buffa è quando spacca il mare,<br />
		perché i suoi dall’altra parte deve portare.<br />
		E non ci volle molto; ma uno può pensare:<br />
		“non sarebbe stato più facile farli volare?”</p>
<p>	Però, le leggi del Mosè, il legislatore,<br />
	sta scritto che gli furono dettate dal Signore;<br />
	era Yahwèh che ad alta voce dettava,<br />
	il Mosè scriveva e poi divulgava:<br />
		“Al mio popolo tu devi andare a raccontare,<br />
		come ognun di loro si deve comportare,<br />
	devono amare il prossimo come se stessi,<br />
	con gran coerenza e non facciano i fessi;<br />
		ma se il mio nome citano invano,<br />
		dovete ucciderli con virile mano;<br />
	se poi di sabato qualcuno ha lavorato,<br />
	deve essere preso e subito lapidato;<br />
		chi con consanguinei giace nel letto,<br />
		versate il suo sangue e sia maledetto;<br />
	chi con lo stesso sesso ha rapporto carnale,<br />
	deve  essere ucciso come fosse un animale…”</p>
<p>	E bravo il furbo Mosè, il gran legislatore:<br />
	imponeva la sua legge, affibbiandola al Signore.<br />
		E i Dieci comandamenti?  Non gli sono stati dettati,<br />
		ma dai testi di Iside e Osiride li ha scopiazzati:<br />
		nel loro Libro dei morti da secoli stava già scritto.<br />
		A piene mani ha copiato: sì, fece proprio il dritto.<br />
	Sceso dal monte disse che Yahwèh li aveva incisi,<br />
	e quanti non li rispettavano sarebbero stati uccisi.<br />
	Ma Yahwèh a Mosè non lasciò scampo:<br />
	non entrò in Israele, morì nel campo.<br />
          Continua……………………………….</p>
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		<title>Le Dodici Tribù d’Israele (racconto in rima)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 15:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La Storia in rime]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma è con Isacco che iniziò la razza eletta,
	mentre Ismaele fondò la sua prole maledetta.
	Da Ismaele la tribù araba fu generata,
	e ad Isacco la razza eletta fu designata.
		Poi Rebecca a Isacco partorì Esaù e Giacobbe:
		e fu Giacobbe l’Israele, perché Esaù non riconobbe.
		Giacobbe fu  più famoso di pecore il pastore,
		amò la Rachele, ma “conobbe” quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma è con Isacco che iniziò la razza eletta,<br />
	mentre Ismaele fondò la sua prole maledetta.<br />
	Da Ismaele la tribù araba fu generata,<br />
	e ad Isacco la razza eletta fu designata.<br />
		Poi Rebecca a Isacco partorì Esaù e Giacobbe:<br />
		e fu Giacobbe l’Israele, perché Esaù non riconobbe.<br />
		Giacobbe fu  più famoso di pecore il pastore,<br />
		amò la Rachele, ma “conobbe” quattro signore.<br />
	Rachele e Lia erano due sorelle,<br />
	Bala e Zelfa serve, si prese anche quelle;<br />
	Giacobbe, con queste quattro, dodici figli generò,<br />
	e le Dodici Tribù d’Israele così si assicurò.<br />
		Ma le gesta di Esaù non furono esaurite,<br />
		anche lui ebbe dodici figli e le tribù Edomite;<br />
		ma patriarca non fu, per colpa della Rebecca<br />
		che tradì Esaù, e meriterebbe la Giudecca.<br />
	Tra i dodici figli da quattro donne avuti<br />
	non potevano mancare discordie e atti bruti;<br />
	c’erano gli onesti e non mancava il cornuto,<br />
	e si vendettero il Giuseppe, persino ignudo.<br />
		Giuseppe in Egitto con le vacche ebbe fortuna:<br />
		le sette magre e le sette grasse contò una a una.<br />
		Il Faraone tanto grande lo fece diventare,<br />
		che tutta la famiglia in Egitto fece emigrare.<br />
Come i conigli si erano moltiplicati,<br />
			in quattrocento anni che erano passati;<br />
			tutti gli egiziani erano, sì, preoccupati,<br />
			chè gli ebrei a lavorare non erano abituati.<br />
			Continua………………………………….</p>
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